05/01/2011

...2011

Eccoci con qua con il solito post (un po' in ritardo quest'anno) di inizio anno! Tempo di bilanci e di speranze, ma ora che mi fermo a pensare non trovo nulla di diverso dall'anno passato! Mi vado quindi a rileggere il post di circa un anno fa e mi  rendo conto che potrei fare copia-incolla di quel post, salvo alcuni dettagli! Per riprendere il modello dell'anno passato dunque, è d'obbligo ringraziare tutti quelli con cui ho passato l'ultimo giorno dell'anno, in particolare la Miky che mi ha ospitato e mi ha dato l'occasione di passare dei giorni in dei luoghi così belli! Faccio anche gli auguri a chi non ho potuto avere vicino durante i festeggiamenti, ma ai quali è andato comunque il  mio pensiero.

 

Se parliamo di bilanci, devo constatare che anche quest'anno non ci sono state svolte straordinarie nella mia vita, solita università, solito lavoro, soliti amici. Tuttavia sui soliti amici vale la pena soffermarsi. Il fatto che io abbia vicino sempre le solite persone (e forse anche qualcuna di più) su cui contare, rende questo 2010 un anno molto speciale! Se poi gli amici sono gli stessi del 2009, allora non posso che essere ancora più felice! Quindi devo necessariamente rendere grazie a chi ogni anno mi sopporta quando attraverso momenti difficili, mi sostiene quando inseguo sogni o progetti irrealizzabili, è felice con me quando ho successo e mi consola quando fallisco. Finchè si hanno degli amici così, un anno non può essere bello o brutto, fortunato o sfortunato come dicono gli oroscopi,  positivo o negativo, ma semplicemnte facile; in fin dei conti quello che rimarrà non saranno i momenti, bensì le persone che ho avuto a fianco ogni volta, sempre le stesse, sempre migliori. Grazie di cuore a tutti voi!

 

Infine auguro a tutti uno stupendo 2011, che possiate realizzare i vostri sogni o che semplicemente possiate avere al vostro fianco delle persone fantastiche come le ho avute io per il 2010!

Buonanotte a tutti, Lele.

 

19/12/2010

...E quei week-end che ti fanno stare bene

Ah, ma torniamo a scrivere su questo blog abbandonato, ma inspiegabilmente frequentato. Di ritorno da un aperitivo si è sempre molto ispirati! XD . Ebbene come non condividere la gioia di una serata passata in compagnia dei migliori amici di sempre, e il solito aperitivo della domenica con i filosofici discorsi da single? Un misto di cinismo e idealismo, sospeso tra la ricerca di un amore e la convinzione che esso non esista! Ma qualsiasi sia la conclusione, la certezza di una vera amicizia riamane sempre. E come esprimere un tale conflitto se non con una poesia come "Dualismo", l'eterno rimanere in bilico dell'uomo tra vivere e provare a vivere, tra sognare e accontentarsi. E allora,

DULISMO

di Arrigo Boito


Son luce ed ombra; angelica

farfalla o verme immondo

sono un caduto cherubo

dannato a errar sul mondo,

o un demone che sale,

affaticando l'ale,

verso un lontano ciel.



Ecco perché nell'intime

cogitazioni io sento

la bestemmia dell'angelo

che irride al suo tormento,

o l'umile orazione

dell'esule dimone

che riede a Dio, fedel.



Ecco perché m'affascina

l'ebbrezza di due canti,

ecco perché mi lacera

l'angoscia di due pianti,

ecco perché il sorriso

che mi contorce il viso

o che m'allarga il cuor.



Ecco perché la torbida

ridda de' miei pensieri,

or mansueti e rosei,

or violenti e neri;

ecco perché con tetro

tedio, avvincendo il metro

de' carmi animator.



O creature fragili

dal genio onnipossente!

Forse noi siamo l'homunculus

d' un chimico demente,

forse di fango e foco

per ozioso gioco

un buio Iddio ci fe'.



E ci scagliò sull'umida

gleba che c'incatena,

poi dal suo ciel guatandoci

rise alla pazza scena

e un dì a distrar la noia

della sua lunga gioia

ci schiaccerà col pie'.



E noi viviam, famelci

di fede o d'altri inganni,

rigirando il rosario

monotono degli anni,

dove ogni gemma brilla

di pianto, acerba stilla

fatta d'acerbo duol.



Talor, se sono il demone

redento che s'india,

sento dall'alma effondersi

una speranza pia

e sul mio buio viso

del gaio paradiso

mi fulgureggia il sol.



L'illusion-libellula

che bacia i fiorellini,

-l'illusion-scoiattolo

che danza in cima i pini,

-l'illusion-fanciulla

che trama e si trastulla

colle fibre del cor,



viene ancora a

sorridermi

nei dì più mesti e soli

e mi sospinge l'anima

ai canti, ai carmi, ai voli;

e a turbinar m'attira

nella profonda spira

dell'estro ideator.



E sogno un'Arte eterea

che forse in cielo ha norma,

franca dai rudi vincoli

del metro e della forma,

piena dell'Ideale

che mi fa batter l'ale

e che seguir non so.



Ma poi, se avvien che l'angelo

fiaccato si ridesti,

i santi sogni fuggono

impauriti e mesti;

allor, davanti al raggio

del mutato miraggio,

quasi rapito, sto:



e sogno allor la magica

Circe col suo corteo

d'alci e di pardi, attoniti

nel loro incanto reo.

E il cielo, altezza impervia,

derido e di protervia

mi pasco e di velen.



E sogno un'Arte reproba

che smaga il mio pensiero

dietro le basse immagini

d'un ver che mente al Vero

e in aspro carme immerso

sulle mie labbra il verso

bestemmiando vien.



Questa è la vita! L'ebete

vita che c'innamora,

lenta che pare un secolo,

breve che pare un'ora;

un agitarsi alterno

fra paradiso e inferno

che non s'accheta più!



Come istrion, su cupida

plebe di rischio ingorda,

fa pompa d'equilibrio

sovra una tesa corda,

tal è l'uman, librato

fra un sogno di peccato

e un sogno di virtù

 

E se non riusciste a trovare un senso a questo post (è colpa del negroni!), ammettiate almeno che sia una bella poesia!

12/05/2010

Il dilemma del porcospino

Il porcospino avrebbe voluto fare amicizia con il prossimo, ma quando si avvicinava a un suo simile, entrambi si ferivano con gli aculei. Lo stesso accade per alcune persone, in fondo al loro cuore sono spaventate dal dolore che potrebbero provare avvicinandosi troppo ad un'altra persona e questo le rende fredde e riservate. Crescere, in fondo, significa provare continuamente ad avvicinarsi ed allontanarsi l'uno dall'altro, finchè non si trova la giusta distanza per non ferirsi a vicenda.

19/04/2010

Che spettacolo!

Ragazze e ragazzi, amici miei, che spettacolo! Sì, è proprio il caso di dirlo! E' stato davvero un successo e la cosa più bella è che non sono io a dirlo, ma siete proprio voi! Grazie davvero a tutti quelli che hanno assistito a "L'importanza di chiamarsi Ernest" messo in scena dalla compagnia teatrale The Zenos, siete stati un pubblico eccezionale!

Speriamo di riproporlo in qualche altro teatro, per cui se ve lo foste perso, mi raccomando non mancate!

Pubblicherò presto qualche foto e magari qualche filmato!